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venerdì 7 febbraio 2020

Febbraio 2020: mese della sicurezza in rete


La scuola parteciperà alle attività previste a livello nazionale ed internazionale in occasione del “Mese per la sicurezza in rete” ed in particolare il “Safer Internet day”  che si terrà il prossimo 11 Febbraio.

Data la rilevanza  dell’iniziativa per la promozione delle competenze di cittadinanza digitale e la sua trasversalità, saranno realizzate attività volte a sensibilizzare gli alunni sui temi della sicurezza, di un uso consapevole e responsabile della rete, con particolare riferimento all’uso di un linguaggio non ostile, in modo da prevenire ed arginare i fenomeni del bullismo anche online.

A tale proposito, in accordo con i Militari dell’Arma dei Carabinieri di Casagiove è stato organizzato un incontro previsto per il giorno 11 Febbraio 2020 alle ore 10,00 sulle tematiche del bullismo e cyberbullismo, che vedrà coinvolti gli alunni delle classi prime e seconde della scuola secondaria. Si prevede, altresì, un incontro con gli agenti della Polizia Postale del Progetto “Una vita da social” il giorno 27 Febbraio alle ore 9,00.


domenica 27 maggio 2018

SONDAGGIO SUL BULLISMO


Al corso di “Giornale a scuola” abbiamo deciso di realizzare un sondaggio online interamente anonimo, in modo che ogni studente si potesse sentire libero di rispondere senza la paura di essere giudicato,per affrontare la tematica del bullismo e cyber-bullismo. Dai dati ottenuti nelle prime due domande abbiamo la percentuale maggiore(53.3%) di persone che affermano di conoscere molto sull’argomento del bullismo e cyber-bullismo  anche se ci sono minoranze che affermano di saperne meno, soprattutto per quel che riguarda il cyber-bullismo. Fortunatamente nella domanda successiva  il 70% ha risposto di non essere mai stato vittima di bullismo, ma il 16.7% afferma di esserlo stato e questo ci fa capire che spesso chi è vittima di bullismo difficilmente lo denuncia, pensando di peggiorare la situazione o di incorrere in problemi peggiori. Ciò significa che spesso il fenomeno del bullismo rimane nascosto, mentre sarebbe necessario parlarne per risolvere veramente le cose.
Un dato molto positivo lo troviamo alla domanda successiva: se l'intervistato ha mai avuto comportamenti da bullo. In questo caso, infatti,  il 100% dei ragazzi afferma di non essere mai stato un bullo  o un cyber-bullo. Dai dati ottenuti nella successiva domanda si afferma che le scene di questi atti di violenza siano state viste poche volte e alcuni ragazzi hanno anche raccontato le loro esperienze:
C’è chi lo ha vissuto sulla propria pelle, e chi ha assistito a scene abbastanza gravi ”Ho assistito ad atti di violenza fisica, non molto gravi, eppure, qualche volta è finita male. Io stesso ho visto con i miei occhi la paura di andare in determinati posti per alcune persone. Adesso va tutto bene, ma ci sono ancora tanti atti di bullismo, e anche cyberbullismo, pur se ridotto al social whatsapp, in cui spesso vengono mandate e dette cose non belle”.
Il 53.3% dei ragazzi afferma di aver sentito parlare di questa problematica soprattutto a scuola, il che è un dato necessario perché è molto importante parlarne soprattutto agli adolescenti. Nella domanda “Cosa faresti per far capire al bullo che sta sbagliando"ci sono state molte risposte di una grande importanza:
” Gli direi di mettersi nei panni della vittima e di pensare come sarebbe se facessero le stesse cose a lui.” ”Gli direi che non c'è bisogno di fare tutto questo perché tutti quanti siamo persone e abbiamo il diritto di vivere”. Gli direi che non è giusto nei confronti delle persone più deboli e come non vuole lui che gli sia fatto del male, fisicamente o psicologicamente, nemmeno la sua vittima lo vuole”.
Gli alunni credono che queste siano due problematiche molto importanti da dover affrontare: “Penso che siano gravi problemi che affrontiamo tutti i giorni chi da una parte chi dall'altra. Penso che sia solo una forma di autodifesa del bullo che non si sente abbastanza forte e deve farlo capire prendendo in giro persone messe peggio di lui”.
Il 16.7% ha detto di aver assistito a episodi di cyber-bullismo, il 90% afferma di non essere mai stato dalla parte del bullo ma fortunatamente il 46.7 % dice di essere stato dalla parte della vittima.
Anche in un'altra  domanda si è affermato un dato molto importante: circa il 36.7% afferma di non aver mai accettato richieste di amicizia da sconosciuti ma c’è una minoranza che dice di averlo fatto. Come ultima domanda il 76.7 % dice che non ha mai conosciuto persone che si fingevano suoi coetanei, ma  il 23.4 % li ha conosciuti anche se gran parte ha chiuso i rapporti con queste persone. Su questi dati la nostra ultima riflessione: siamo veramente consapevoli di tutti i rischi della rete e sappiamo gestire la nostra vita online? Forse, dai dati in nostro possesso, seppur rappresentino una piccola percentuale di ragazzi, non tutti lo sanno, quindi è necessario parlarne di più per evitare situazioni spiacevoli e problemi sempre più gravi.

Scialla Claudia 2D

sabato 19 maggio 2018


I fenomeni di bullismo sono sempre più frequenti e preoccupanti. Per questo, compito della scuola è quello di parlarne e di far acquisire agli alunni un atteggiamento empatico verso la vittima, immedesimarsi per poter comprendere l'importanza di agire sempre nel rispetto della persona. Il testo seguente è nato con questo scopo; si tratta di un monologo scritto immaginando di essere la vittima di un atteggiamento da bulli. Il racconto, frutto di fantasia, risponde proprio a questo obiettivo. 


Non potrete mai capire…


Sono in camera mia, a pensare come faccio di solito, a pensare a quello che mi dicono ogni giorno, “Ma perché sei nato?” “Sei inutile al mondo!” , a pensare “avrei potuto reagire” oppure “forse veramente non servo a nulla”. Sta arrivando mia madre, forse a farmi una ramanzina, come sempre:“Un altro quattro? Quand’è che aprirai quel dannato libro di matematica?! Se continui così voglio vedere quando avrai un lavoro. Non sei utile a nulla!!” e se ne va sbattendo la porta. 

Forse ha ragione, forse hanno ragione tutti, forse veramente non sono utile, occupo solo un posto nel mondo che potrebbe essere sostituito da una persona migliore di me, che potrebbe scoprire la cura per il cancro, e invece io sono qui, considerato solo uno spreco di acqua e cibo per la popolazione.

Un altro giorno, a dover sopportare i miei compagni di classe, a dover sopportare anche i professori. Entriamo tutti in classe, mi siedo al mio posto con la testa sul banco, il professore non è ancora entrato in classe, ed è una situazione abituale ormai: il professore non viene prima delle 8:30, una situazione perfetta per i miei compagni per prendermi di mira come tutti i giorni. Sento i passi dei miei compagni mentre ho ancora la testa sul banco per la stanchezza, perché invece di dormire, come tutte le notti, sono stato a pensare e a soffrire; arriva il mio compagno vicino a me, mi alza la testa e mi dice:”Allora,  stanco di prima mattina? Vedi, non servi a nulla, fai schifo, spero che prenderai un altro quattro alla verifica di arte, sfigato!” . Mi sbatte la testa sul banco e si sentono di sottofondo gli altri miei compagni che ridono; la loro risata mi rimane sempre in testa,  mi corrode sempre di più l’anima.
Arriva il professore, alla prima ora abbiamo geografia, la materia che più odio, soprattutto perché il professore non ha pazienza con me. 
”Buongiorno, come sapete oggi ci sono le interrogazioni di fine anno. Inizierò a interrogare chi ha la media più bassa di tutte e, come sappiamo, quella persona è Rossi. Rossi forza, alla cattedra… hai studiato vero?” come sempre la mia risposta è :”No, non sono riuscito a studiare” 
”Allora i tuoi compagni hanno ragione ! QUANDO VERRAI ALL’ INTERROGAZIONE E RIUSCIRAI AD AVERE UN BUON VOTO? Io ho provato ad aiutarti, ma questa è l’ultima occasione. Lo sai che verrai bocciato vero, siamo alla fine dell’anno E ANCORA HAI TUTTI QUATTRO!!” . In quel momento non capisco più nulla, non riesco a pensare e scappo in bagno. Ma perché tutti mi odiano, cosa ho fatto di male, nessuno mi capisce, nessuno prova ad aiutarmi, ed è la cosa che mi far stare più male, che non importo a nessuno.  Ci manca solo che mi inizino a picchiare, anche se a volte penso, se non mi fanno male loro, lo farò io, ma non ho mai il coraggio. Ritorno in classe, il professore ha appena finito di mettermi una nota sul registro per essere scappato in bagno e tutti ridono di me; mi siedo al mio posto e trattengo le lacrime, anche se scoppierei a piangere da un momento all’altro, a piangere per quello che mi dicono tutti, la mia famiglia, i professori, i miei compagni di classe e poi suona la campanella e arriva la professoressa di arte che vede che ho gli occhi lucidi ma non se ne importa, gira la testa da un'altra parte, come fanno tutti, mi ignorano, non pensano ”magari lo potrei aiutare” oppure ”devo fermare i miei compagni” invece no, pensano solo alle loro cose, ai voti alle interrogazioni, al registro .

Io non ce la faccio più di questa situazione, non riesco a sopportare più nessuno, mi sento emarginato, odiato dal mondo, perché nessuno capisce, perché nessuno vuole capire, perché a me questo…

Nessuno potrà capire, non potrete mai capire.
Parisi Alessandra
II D