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domenica 27 maggio 2018

SONDAGGIO SUL BULLISMO


Al corso di “Giornale a scuola” abbiamo deciso di realizzare un sondaggio online interamente anonimo, in modo che ogni studente si potesse sentire libero di rispondere senza la paura di essere giudicato,per affrontare la tematica del bullismo e cyber-bullismo. Dai dati ottenuti nelle prime due domande abbiamo la percentuale maggiore(53.3%) di persone che affermano di conoscere molto sull’argomento del bullismo e cyber-bullismo  anche se ci sono minoranze che affermano di saperne meno, soprattutto per quel che riguarda il cyber-bullismo. Fortunatamente nella domanda successiva  il 70% ha risposto di non essere mai stato vittima di bullismo, ma il 16.7% afferma di esserlo stato e questo ci fa capire che spesso chi è vittima di bullismo difficilmente lo denuncia, pensando di peggiorare la situazione o di incorrere in problemi peggiori. Ciò significa che spesso il fenomeno del bullismo rimane nascosto, mentre sarebbe necessario parlarne per risolvere veramente le cose.
Un dato molto positivo lo troviamo alla domanda successiva: se l'intervistato ha mai avuto comportamenti da bullo. In questo caso, infatti,  il 100% dei ragazzi afferma di non essere mai stato un bullo  o un cyber-bullo. Dai dati ottenuti nella successiva domanda si afferma che le scene di questi atti di violenza siano state viste poche volte e alcuni ragazzi hanno anche raccontato le loro esperienze:
C’è chi lo ha vissuto sulla propria pelle, e chi ha assistito a scene abbastanza gravi ”Ho assistito ad atti di violenza fisica, non molto gravi, eppure, qualche volta è finita male. Io stesso ho visto con i miei occhi la paura di andare in determinati posti per alcune persone. Adesso va tutto bene, ma ci sono ancora tanti atti di bullismo, e anche cyberbullismo, pur se ridotto al social whatsapp, in cui spesso vengono mandate e dette cose non belle”.
Il 53.3% dei ragazzi afferma di aver sentito parlare di questa problematica soprattutto a scuola, il che è un dato necessario perché è molto importante parlarne soprattutto agli adolescenti. Nella domanda “Cosa faresti per far capire al bullo che sta sbagliando"ci sono state molte risposte di una grande importanza:
” Gli direi di mettersi nei panni della vittima e di pensare come sarebbe se facessero le stesse cose a lui.” ”Gli direi che non c'è bisogno di fare tutto questo perché tutti quanti siamo persone e abbiamo il diritto di vivere”. Gli direi che non è giusto nei confronti delle persone più deboli e come non vuole lui che gli sia fatto del male, fisicamente o psicologicamente, nemmeno la sua vittima lo vuole”.
Gli alunni credono che queste siano due problematiche molto importanti da dover affrontare: “Penso che siano gravi problemi che affrontiamo tutti i giorni chi da una parte chi dall'altra. Penso che sia solo una forma di autodifesa del bullo che non si sente abbastanza forte e deve farlo capire prendendo in giro persone messe peggio di lui”.
Il 16.7% ha detto di aver assistito a episodi di cyber-bullismo, il 90% afferma di non essere mai stato dalla parte del bullo ma fortunatamente il 46.7 % dice di essere stato dalla parte della vittima.
Anche in un'altra  domanda si è affermato un dato molto importante: circa il 36.7% afferma di non aver mai accettato richieste di amicizia da sconosciuti ma c’è una minoranza che dice di averlo fatto. Come ultima domanda il 76.7 % dice che non ha mai conosciuto persone che si fingevano suoi coetanei, ma  il 23.4 % li ha conosciuti anche se gran parte ha chiuso i rapporti con queste persone. Su questi dati la nostra ultima riflessione: siamo veramente consapevoli di tutti i rischi della rete e sappiamo gestire la nostra vita online? Forse, dai dati in nostro possesso, seppur rappresentino una piccola percentuale di ragazzi, non tutti lo sanno, quindi è necessario parlarne di più per evitare situazioni spiacevoli e problemi sempre più gravi.

Scialla Claudia 2D

Disturbi della Tecnologia


Le nuove tecnologie stanno permettendo all’uomo di compiere numerose scoperte e se da un lato, questi progressi, possiedono un valore notevole per la vita di ciascuno di noi, dall’altro lato sono in grado di produrre effetti collaterali indesiderati. Tra i nuovi disturbi provocati da un uso continuo di Internet vi è la nomophobia, nota come la paura di non avere accesso a un dispositivo mobile.  Questa sensazione, secondo un rapporto del “The Daily Mail”, riguarda ben il 77% delle persone, a seconda della fascia di età esaminata. Nel complesso, il 66% di tutti gli utenti sperimenta ansia e nervosismo in presenza di batteria del cellulare scarica o nell’eventualità in cui ci si dimentica del dispositivo mobile a casa. Due disturbi molto diffusi con l’avvento delle nuove tecnologie, sono la cosiddetta dipendenza da internet e la dipendenza da gioco on line, vale a dire un uso sconsiderato di internet in grado di provocare effetti negativi nella vita della persona. Le ricerche condotte su questo costrutto hanno dimostrato, inoltre, che chi è dipendente da internet, non sempre mostra una totale mancanza di consapevolezza rispetto al suo problema e di fronte al desiderio impellente di navigare on line, il soggetto, può mettere in atto tutta una serie di comportamenti finalizzati ad evitare di cedere alla tentazione. 
Il tentativo di tenere sotto controllo l’utilizzo di internet, paradossalmente però, finisce col rendere ancora più forte  il desiderio di navigare e conduce la persona a cedervi senza controllo. Sono ormai numerosi gli approcci psicologici che si occupano di tali problematiche, un esempio è l’approccio strategico breve. Molti ragazzi per via di questo disturbo vanno a letto ma non riescono a dormire. Sono esausti e si svegliano stanchi. Non riescono a spegnere il loro cervello. Nei casi più gravi, sopraggiungono ansia, esaurimento nervoso, difficoltà di interazione…Conseguenze peggiori per i bambini. Diminuzione della memoria e incapacità a sviluppare “la parte del cervello legata alla concentrazione”.  
Riguardo a tutto questo voglio aggiungere un commento personale riguardo al libro che sto leggendo, la cui autrice Elisa Maino parla di una ragazza, Evy, che invece di andare al mare a divertirsi con gli amici va in montagna dalla nonna, dove non c’è la connessione. Quindi sarà costretta a vivere un’ avventura senza la solita vita sociale.
Rebecca Giaquinto
2^D


sabato 21 aprile 2018



L’amicizia ai tempi di internet




Come sono cambiati i giovani da ieri a oggi ?I giovani di oggi sono malto diversi da quelli di ieri; oggigiorno i giovani non sono più abituati a  parlare faccia a faccia ma solo davanti uno schermo.
Ormai al primo posto si mette la tecnologia e non più l’amicizia, lo stare insieme, condividere i bei momenti … .
Inoltre ormai non riusciamo neanche a capire chi veramente sono nostri amici e addirittura certe persone ritengono “migliori amici” le persone più popolari, famose e conosciute sui social.
Mi e capitato di avere delle amiche che sui social hanno 300/500 fan e 1000/1500 like che si vantavano di essere le popolari, le conosciute, le migliori.
Ma sono loro davvero i nostri amici ?No, i veri amici non sono quelli che conosci solo attraverso un pc, ma quelli che ci sono sempre nei momenti belli e brutti,  quelli che loro farebbero di tutto per noi, con cui riusciamo a confidarci, a dire i nostri segreti più grandi e cose che non riusciamo a dire neanche ai nostri genitori, sapendo di essere ricambiati nella fiducia e nell'affetto.  

Gli aspetti negativi e positivi della tecnologia ?


Positivi
Possiamo comunicare con chiunque in qualsiasi momento ed  in qualsiasi parte del mondo
Ci tiene informati

Negativi
Non parlare più faccia a faccia;
Non sapersi esprimere e non riuscire a capire;
Essere esposti al pericolo del  cyberbullismo, che è  proprio l’opposto dell’ amicizia.

Cristillo Rosalia
 I E



sabato 6 maggio 2017

                  EFFETTI  POSITIVI  DEL GUARDARE LA TV




La tv ci tiene informati sulle notizie di tutto il mondo.

·  E’ piacevole guardare il tuo programma preferito quando fuori fa freddo:
Vorrei tanto guardare la mia squadra preferita giocare dal vivo… Ma la fuori c’è un tempo bruttissimo , per questo mi accomodo sul divano, e guardo la mia squadra vincere mentre mangio pop-corn e sorseggio coca-cola.


E’un passatempo interessante:

Oggi  la giornata non va affatto bene !!Ho preso 5 in matematica , e nessun compagno mi vuole parlare. Ma tra 5 minuti c’è il mio cartone animato preferito e potrà consolarmi.

  E’ un momento di unificazione per la famiglia:

Ho litigato con mio fratello… Ma  ho la soluzione!Fra poco ci sarà una sitcom  molto divertente che ci farà riappacificare!

EFFETTI  NEGATIVI DEL GUARDARE LA TV




    La tv non è molto salutare, se la guardi a lungo:

Marco oggi è venuto a scuola con le occhiaie perché ha lasciato la tv accesa durante la notte, e prima la aveva guardata per molto tempo . Questa cosa è assolutamente da evitare, perché causa problemi fisici,alla vista…
·       

  Presenta programmi non adatti a certe fasce di età:

L’altra sera stavo “smanettando “ con il telecomando della televisione e ad un certo punto mi è apparso un canale nel quale stavano trasmettendo un film horror , e ho visto una scena molto paurosa e mi sono spaventato talmente tanto, che non sono riuscito ad addormentarmi.

   I bambini, se vista a lungo , possono isolarsi dagli altri:

Paolo all’improvviso ha iniziato ad isolarsi da tutti, a causa della televisione ed era come se stesse in un mondo tutto suo. I suoi compagni cercavano di coinvolgerlo  in qualsiasi attività,ma lui non accettava mai e stava sempre nella sua cameretta a guardare i Simpson.

  Ci possono essere delle crisi di astinenza , e possono provocare nervosismo e irritabilità :
Sono andato a dormire a casa del mio amico Manuel e stavamo guardando la TV (anche se era tardi), quando la madre è venuta in camera e ha detto di spegnerla. Manuel voleva continuare a guardarla , per questo la madre gliel’ha spenta. Lui si è innervosito e ha iniziato a urlare… Me ne sono andato, perché aveva iniziato ad innervosirsi anche con me.


  Crea un mondo irreale nella nostra mente.

venerdì 24 marzo 2017

Let's go out for a walk!


Come possiamo osservare, le persone iniziano a camminare già all’ età di un anno o al di sotto,quindi è un’azione che si svolge quotidianamente che ci permette di svolgere tutte le azioni necessarie per vivere: muoversi nello spazio, spostarci, soddisfare i nostri bisogni essenziali. Camminare, quindi, è un'attività importantissima per la nostra vita e oggi molti studi hanno dimostrato che fa bene anche alla salute,perché rinforza i muscoli e migliora il tono muscolare di braccia, gambe e addome,  rinforza anche il tessuto osseo riducendo il rischio di osteoporosi, cioè l’indebolimento delle ossa durante l’ età matura. Inoltre quest'attività ha per noi altri benefici come: migliora la salute e l'efficienza del cuore, diminuisce del 30% il rischio di cancro al colon ( soprattutto per le donne) e migliora l'equilibrio( previene cadute). Il camminare brucia più grassi del correre , quindi camminando, ad esempio facendo anche una passeggiata di 30 minuti per 5 giorni alla settimana possiamo perdere tutti i grassi in eccesso. Il camminare  limita le malattie ad esempio di prendere raffreddori o influenze perchè aumenta le difese immunitarie e ci aiuta a combattere lo stress attraverso la produzione di endofine, sostanze che danno benessere e contribuiscono ad alleviare lo stress, rabbia o tensione e regolarizzare la pressione arteriosa . Noi che scriviamo questo testo non camminiamo molto spesso ma da quello che abbiamo scritto abbiamo capito che camminare fa bene alla salute, anche se molte persone delle giovani generazioni usando l’hoverboard , non capiscono il benessere del camminare.
Melone Gaia 
Sala Alba



Obesità

L’obesità è un disturbo alimentare che si presenta soprattutto nell’età infantile e negli adolescenti. Questa malattia è un accumulo di grasso che si accumula in particolare nella zona addominale, sulla vita e sui fianchi formando delle pieghe di accumuli adiposi nella pelle. Oltre a provocare danni fisici, l’obesità porta anche a danni psicologici. Quando ci sono casi di danni psicologici causati da questo disturbo, la vita del soggetto viene stravolta completamente proprio perché porta ad una vita sedentaria e ad un isolamento. Obesità e sovrappeso sono due malattie molto gravi che possono portare anche alla morte. Queste due malattie crescono sempre di più; infatti, il numero di obesi in Italia negli ultimi anni è cresciuto molto. Tra gli stati che soffrono maggiormente di questa malattia ci sono gli U.S.A. In Italia circa il 34,2% della popolazione è sovrappeso,  mentre circa il 9,8% è obesa. Questo squilibrio è causato soprattutto da due tipi di cibi:
  1.  Cibi pieni di calorie, grassi e zuccheri.( hamburger che si mangiano nei fast food come Mc Donald’s e Burger King)
     2.Bevande gassate.(Coca-cola, Fanta...)
Secondo me questo problema è molto grave e senza queste malattie potremmo avere una vita più felice e più lunga, potremmo consumare meno farmaci e ammalarci di meno. Per curare questi disturbi alimentari ci vuole un equipe di medici( come dietologi , infermieri ecc.) e soprattutto un supporto psicologico per imparare ad amarci di più e a rispettare il nostro corpo conservandolo in salute anche attraverso una sana e corretta alimentazione
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CARBONE COSIMO


Testimoni della memoria


Grazie ai grandi progressi scientifici e alle scoperte tecnologiche la qualità della vita è migliorata e di conseguenza anche la sua durata, in seguito a questo sono  aumentati le persone che hanno superato la fascia di età lavorativa: gli anziani.

Ma chi è un anziano? Potrebbe soltanto essere un peso in più? Una responsabilità in più?

Ebbene no, perché un anziano può essere uno dei più grandi punti d’informazione di usi e costumi che ormai ai nostri tempi sono scomparsi, un’occasione per comprendere le idee di chi prima di noi ha vissuto, gli anziani possono insegnarci a vivere, possono darci la capacità di ammirare quello che può andare oltre quelli che vediamo e che la nostra società, ormai dipendente dai media, ci propone. Loro hanno la capacità di guardarci con gli occhi stanchi, le mani che hanno lavorato troppo e raccontarci storie e storie di qualcosa di diverso, di mai sentito, basterebbe starli ad ascoltare un po’ in più. Un anziano è una vita incompleta che può riempirsi ancora di qualcosa, di emozioni, di parole, di gesti, che loro possono dare a noi e noi a loro, sono vite che non vanno sprecate perché loro sono fragili, dai capelli bianchi, e hanno bisogno di riposo. A volte sentiamo parlare di loro quasi  come di ‘un peso’ per i figli ormai lavoratori, che non possono dedicarsi a loro, ma gli anziani  più che un peso sono un aiuto, per la crescente condizione di nonni baby-sitter, ma noi non capiamo che dovremmo solo riscoprire qualche istante con loro, qualche parola per convincerci che, più che di badanti, hanno bisogno d’amore. 
Ormai dobbiamo abituarci al fatto che si sta arrivando a una ‘popolazione di anziani’ dato che le nascite stanno diminuendo, ma un anziano può continuare ad essere un membro attivo della società, se ci crediamo, perché è vero, basta guardare il cielo, per capire che questo mondo è adatto a tutti, anche se siamo segnati da qualche ruga, l’importante è un cuore che batte ancora di storie da raccontarci, fotografie da riguardare e ricordi da conservare.
Viviane Ferrante

La Diffusione di Alcol tra i giovani

Da poco tra noi giovani , come dicono i dati, è uscita una nuova “Moda” cioè l’alcol.
I giovani usano spesso l'alcol come una sostanza che dà piacere e che aiuta a trascorrere una serata con gli altri eliminando le inibizioni e le resistenze psicologiche alla propria espressione fisica e verbale.
I giovani, d'altra parte, riconoscono che l'alcol ha, per gli effetti descritti, le proprietà di una droga.Fino all'età di 20 anni circa, nel corpo umano non sono ancora presenti gli enzimi destinati alla metabolilzzazione dell'alcol.Le bevande alcoliche, quinidi, per i giovani risultano molto più nocive rispetto ad un adulto, perchè l'etanolo non può essere scomposto in sostanze più tollerabili.
Di fronte ad un insuccesso scolastico, ad una lite familiare, per fare qualcosa di diverso in gruppo, per assomigliare agli adulti o per mille altri motivi, molti giovani ricorrono alle bevande alcoliche.
Essi acquisiscono così delle abitudini che possono portarli prima o poi a sviluppare una dipendenza alcolica o una dipendenza mista (alcol, fumo, psicofarmaci, droghe) ancora più pericolosa.
  Nel 2014, il 63% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno, in leggero calo dal 63,9% del 2013.
Tra il 2005 e il 2014 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche scende dal 31% al 22,1%. Aumenta, invece, la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 38,6% al 41%) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 25,7% al 26,9%).
Nel 2014, beve vino il 50,5% della popolazione di 11 anni e più che ha consumato alcolici nell'anno, mentre il 45,1% consuma birra e il 39,9% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori.
Nel complesso, i comportamenti di consumo di alcol che eccedono rispetto alle raccomandazioni per non incorrere in problemi di salute (consumo abituale eccedentario e binge drinking) hanno riguardano 8 milioni e 265 mila persone (15,2% della popolazione, dal 15,9% nel 2013).
Comportamenti che eccedono rispetto alle raccomandazioni si osservano più frequentemente tra gli ultrasessantacinquenni (il 38% degli uomini e l'8,1%  delle donne), tra i giovani di 18-24 anni (rispettivamente 22% e 8,7%) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (21,5% e 17,3%).
La popolazione più a rischio per il binge drinking è quella giovanile (18-24 anni): il 14,5% dei giovani (21% dei maschi e 7,6% delle femmine) si comporta in questo modo, per lo più durante momenti di socializzazione. 
 dati sugli incidenti stradali in Italia e in Toscana
Secondo le statistiche ISTAT, in Italia nel 2012 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 186.726, i feriti264.716 ed i decessi 3.653. I dati ANIA riportano invece un quadro ben peggiore, rilevando circa 3 milioni di incidenti e circa 900 mila feriti. Gli incidenti legati al comportamento errato del conducente sono, secondo l’ISTAT, oltre l’80% del totale: di questi il 16,6% sono dovuti alla guida distratta, il 16,2% al mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo e l’11,2% alla velocità troppo elevata. Per quanto riguarda le cause di incidente stradale, l’ISTAT a partire dal 2009 ha smesso di fornire l’informazione circa il numero di incidenti legati allo stato psico-fisico alterato del conducente, e questo a causa dell’esiguo numero di casi accertati
  
L’unica possibilità per tenere noi al riparo i al riparo dai rischi degli eccessi da alcol è creare  dell’alcol dall’abuso, e la conseguente capacità di autogestire correttamente i propri comportamenti un’adeguata consapevolezza sul limite che separa l’uso 



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Salvatore Bellanti
Giuseppe Paduano

venerdì 17 marzo 2017

UNICA CHANCE PER SOPRAVVIVERE: PERDERE PESO
                     


 E’ incredibile vedere quanti ragazzi siano sovrappeso al giorno d’oggi!
Eppure le nonne ci dicono sempre: “Mangia che è tutta salute!”. Ciò accade perché loro hanno vissuto nel periodo della guerra, in povertà ed hanno sofferto la fame. Quindi a quel tempo cibo in abbondanza era uguale a salute, ma oggi si muore per il troppo cibo. L’unica chance per sopravvivere è perdere peso! Ma partiamo dalle basi: l’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo che può portare effetti negativi sulla salute con una conseguente riduzione dell’aspettativa di vita. Si tratta di una patologia fisica di coloro che vivono nel benessere, in particolare dei paesi occidentali. Se un adolescente in sovrappeso non cambia le proprie abitudini alimentari in tempo sarà certamente un adulto sovrappeso e quasi certamente obeso. Ma come si raggiungono questi livelli? Come può un genitore trovare il coraggio di accontentare il proprio figlio, pur sapendo le conseguenze delle proprie azioni? Come può un ragazzo continuare questa vita e non cambiare, pur sapendo a cosa va incontro?
Possiamo dire che in alcuni casi si comincia per depressione, perché “il cibo è la cura di ogni malattia”; invece, nella maggior parte delle volte, si comincia da piccoli, accontentati dai genitori che non sopportando le nostre lamentele e pensando di farci felici, non fanno altro che arrecarci danno. Infine, l’adolescente “problematico”, avendo già troppi pensieri per la testa, non pensa alle conseguenze delle proprie azioni, tantomeno a ciò che mangia, che diventa una vera e propria dipendenza.
Concludendo, vi diamo alcuni consigli utili per combattere l’obesità:

·         Praticare attività sportiva almeno due volte a settimana;
·         Non lasciare cibo in vista, specie quello ad alto rischio di tentazione;
·         Mangiare lentamente: bocconi piccoli e masticati lentamente;
·         Non affidarsi alle diete di moda, ma farsi seguire da un medico esperto.



Fantaccione Giulia, Alessia Sala & Sara Iannucci

             Si selfie chi può!

 È giusta questa moda di fotografare e postare la propria vita sui social?



Nel mondo si sta diffondendo la mania di fotografarsi nei momenti della propria vita , ad esempio una gita in un museo o al mare, e al posto  di godersi le proprie vacanze  molti pensano a postare foto personali sui social ad esempio Instagram, FB e Snapchat. A volte rischiano anche la vita solo per lo sfizio di postarle, a volte si tratta anche  di foto non adatte ad un pubblico giovane. Ragazzi e adulti, spesso sono incoscienti e non pensano  ai rischi che corrono. Questa moda parte dagli adolescenti fino agli adulti e spesso non ci si rende conto delle conseguenze catastrofiche che potrebbero avere sulla nostra vita futura. I social, come tutti gli strumenti creati dall’uomo possiedono aspetti positivi e negativi. I social sono stati creati per favorire la comunicazione e anche per diffondere le notizie della giornata e non per cose inutili. Purtroppo, però, spesso  prevalgono gli aspetti negativi come utilizzare foto di altre persone o scrivere con commenti negativi o veicolare messaggi offensivi , poco rispettosi per la dignità altrui e a volte , addirittura razzisti.. Nella società di oggi purtroppo è molto più  importante apparire e pensare a quello che dicono sul suo aspetto invece di pensare a quello che si è interiormente e per certe critiche a volte si arriva ad attraversare anche crisi profonde e a togliersi la vita.
il nostro messaggio, che inviamo attraverso la rete a tutti coloro che si connetteranno  è questo: riappropriamoci della nostra vita, riscopriamo il piacere di stare insieme, di " Condividere" veramente con i nostri amici esperienze e d emozioni significative, amiamoci di più e recuperiamo i veri valori della vita.
Gaia Melone

venerdì 10 marzo 2017

Come la tecnologia influenza negativamente  la vita di un adolescente medio


“Mi sveglio al mattino, la prima cosa che faccio è vedere se si è caricato il cell, vedo se mi è arrivato qualche messaggio dai vari gruppi e il primo gruppo che guardo è quello della I°D, dove mandano messaggi divertenti e infiniti come ad esempio una volte hanno mandato una foto del presidente Trump che ballava e faceva troppo ridere. Mentre mi preparo per la scuola, faccio selfie in pigiama e  ascolto la musica mentre mi lavo i denti; dopo faccio colazione e vedo i nuovi filtri di SnapChat. Andando a scuola  rischio di andare a sbattere contro un palo, visto che sto ancora col telefono piantato in faccia perché devo vedere se mi esce il “Boscaiolo” dai bauli di Clash Royale (da me tanto desiderato).
 Quando entro a scuola purtroppo devo spegnere il telefono però io vorrei tanto prenderlo e vedere Facebook invece di ascoltare le noiose lezioni di matematica. Prima che suoni la campanella prendo il telefono e lo metto in tasca per essere pronta ad accenderlo subito dopo uscita da scuola e per vedere le nuove foto su  Instagram e i video caricati su Musical.ly . Arrivata a casa, mi siedo a tavola, metto alla destra del piatto il mio cellulare (mai alla sinistra perché è maleducazione) e girovago sui Social Network. Dopo pranzo mi chiudo nella mia camera, mi tolgo le scarpe e ancora vicino all’ Iphone!!! Verso le 16:00 purtroppo devo iniziare i compiti, ma se fosse per me starei tutto il tempo col telefono però non lo lascio da solo perché lo considero mio figlio e non lo abbandonerei mai;  infatti, appena arriva una notifica devo assolutamente vederla. Dopo aver finito i compiti, che di solito li termino alle 19:30 per tutte le volte che mi sono distratta, mi preparo e alle 20:00 esco con i miei amici e non può mai mancare il mio adorato telefono. Intanto che sto con il mio gruppo , io come gli altri sto con la faccia vicino allo schermo e parliamo solo ed esclusivamente dei social. Tornata a casa dopo una bellissima serata col telefono.... No,  volevo dire con gli amici naturalmente! (non è vero meglio stare con l’IPHONE) vado a casa e mi rintano nella mia cameretta a vedere i video su youtube fino a mezzanotte.
La mia giornata è questa ma non finisce qui perché naturalmente non spengo il telefono,  lo lascio sul comodino sotto carica e se squilla devo assolutamente vedere che cosa mi è arrivato e poi (forse) continuo a dormire”.

L’esperimento sociale che abbiamo fatto consisteva nell’osservare attentamente le nostre abitudini e quelle dei nostri amici e familiari,  ripercorrendo tutti i momenti della giornata, dal mattino, appena alzati, alla sera, quando si va a letto, per mostrare in maniera divertente, ma anche pungente una realtà che i giovani vivono tutti i giorni, rischiando di diventare dipendenti e di perdere di vista la realtà.

Izzo Alessandra

Parisi Alessandra
La televisione
Storia e dipendenza della TV






Televisione: termine che indica uno strumento di diffusione di immagini e suoni che hanno lo scopo di divulgare informazioni e trasmettere programmi di svago.
Questo strumento nacque nel 1926 ad opera dell’ingegnere scozzese John Logie Baird che trasmise la prima scena televisiva, che mostrava il volto di un uomo, in un magazzino di Londra. Il 14 luglio 1930 venne realizzata la prima rappresentazione teatrale, in bianco e nero, di Pirandello chiamata “L’uomo dal fiore in bocca”. In seguito, nel 1939, fu adottato il principio della visione a colori, ma solo nel 1954 ne parte la diffusione, iniziando dagli Stati Uniti.
Nonostante la televisione possa essere un mezzo utile e divertente, esistono degli aspetti negativi soprattutto per i giovani; molti di essi guardano programmi non idonei alla loro età: il 37,29% guarda trasmissioni per adulti, il 35,59% film, l’8,47% il TG, il 5,08% documentari, il 5,08% cartoni animati, l’1,69% programmi per bambini ed il 6,78% altro. Ciò sta a dimostrare il cattivo uso della televisione. Inoltre, spesso accade che i bambini vengano trascurati ed isolati davanti alla TV.

                                                        
“Odio la televisione. La odio quanto odio le noccioline: però non posso fare a meno di mangiare noccioline.”, così dice Orson Welles che vuole sottolineare la gravità della dipendenza dalla televisione, infatti, il 3% guarda meno di un’ora al giorno una trasmissione, il 20% da un’ora ad un’ora e mezzo, il 29% da due ore a due ore e mezzo, il 25% da tre ore a tre ore e mezzo, il 13% da quattro ore a quattro ore e mezzo ed il 10% da cinque ore a più. Questa dipendenza porta ad isolarsi dalla società ed ad interrompere i contatti con il mondo esterno.
Questa dipendenza può essere, però, controllata dalla presenza di un adulto nella scelta dei programmi e delle ore da impiegare davanti allo schermo, in modo tale da riscoprire tutto ciò che ci circonda.
Bottone Lara
Fantaccione Giulia


Essere anziani oggi


La società contemporanea è caratterizzata da un continuo e costante cambiamento. Nel passato le famiglie erano più numerose (in media costituite da 8 persone, contando i genitori ) mentre al giorno d’oggi il numero di figli è diminuito, riducendosi  in media a due , se non addirittura al figlio unico.


Saggezza …

Se gli anziani oggi decidono di avere un ruolo noi crediamo che debbano prima di tutto non rimpiangere il passato, come fanno troppo spesso; in secondo luogo, devono collaborare mettendo a disposizione la loro esperienza, la loro maturità’ e saggezza, per contribuire a uno sviluppo sociale e per la cultura ai giovani come noi

(Tipica famiglia di fine ottocento)



Negli ultimi decenni si assiste ad una crescita progressiva della percentuale di anziani nella popolazione La maggior parte delle regioni dell'UE ha visto aumentare in modo considerevole il numero degli anziani a seguito di un aumento significativo e continuo della speranza di vita e del raggiungimento dell'età pensionabile della generazione del baby boom successivo alla seconda guerra mondiale.  AFRICA, LA MENO LONGEVA -  tra Paesi sviluppati e Paesi di maggiore arretratezza è però sempre più forte: sono decine infatti gli stati che offrono a oggi una qualità della vita e condizioni che portano a una aspettativa sotto ai 60 anni di età, concentrati soprattutto in Africa :
si passa dai 49 anni del Sudafrica e del Ciad ai 50 di Guinea-Bissau e Swaziland, salendo Nigeria e così via. Nel continente africano la somma degli indicatori di benessere è più positiva solo nei casi di alcuni Paesi settentrionali, come Marocco, Algeria e Libia (con 76 anni di vita media, pari ai Paesi dell’est europeo) e Tunisia (75 anni, come Cina, Ungheria e Serbia)



Quindi possiamo dedurre che gli anziani si possono ambientare perfettamente nella società  ma soprattutto con l’aiuto dei giovani.


Salvatore BellantiPaduano Giuseppe

venerdì 3 marzo 2017

Lottare contro la violenza sulle donne

La violenza sulle donne è un fenomeno molto diffuso e conosciuto in tutto il mondo; è nostro dovere lottare per distruggerlo.



Violenza è un termine che indica un atto aggressivo contro un essere vivente. Secondo i dati dell’ISTAT del 2014, 6 milioni e 788 mila donne hanno subìto violenza, tra le quali il 20,2% è stata vittima di violenza fisica, il 21% di violenza sessuale ed il 5,4% di violenze più gravi. I responsabili delle molestie sono il 76,8% sconosciuti ed il 62,7% da partner attuali o precedenti. Questi ultimi sono manovrati da un forte sentimento di gelosia e possessività nei confronti della propria compagna; ciò, li spinge a reagire in modo violento e aggressivo, diventando veri e propri stalker. L’esempio più rappresentativo di questo fenomeno è la storia di Lucia Annibali e del suo ex compagno Luca Varani che fu condannato a 20 anni di carcere per stalking e tentato omicidio.

 Oggi, Lucia Annibali, a seguito del danneggiamento del suo viso a causa dell’attacco con l’acido, compiuto dai complici di Varani ( Altistin Precetaj e Rubin Talaban ), ha completato gli interventi chirurgici a cui era continuamente soggetta ; ma nonostante tutto, lei non si arrende mai e continua ad essere forte. Lucia Annibali lotta, lotta e vince.



In memoria di tutte le donne che hanno subìto violenze fisiche o psicologiche, l’8 marzo 2017, giornata internazionale della donna, l’associazione ASD Family Basket Caserta Squadra Femminile, organizza un concorso fotografico, chiamato “Io lotto non solo l’8”, per protestare contro la violenza sulle donne, con il motto “scatta e dici NO!”. L’istituto Comprensivo Moro-Pascoli di Casagiove, ispirato a questo concorso, decide di organizzare una mostra fotografica, ( visibile a tutti ), con immagini realizzate dagli alunni delle classi III C, IIIF, IIIG e III E,  che lottano per i diritti delle donne. Con questo evento, la scuola secondaria di primo grado insegna ai giovani il concetto di non-violenza e a crescere ed a comportarsi in modo corretto e rispettoso nei confronti di chiunque.

Bottone Lara

LA CONDIZIONE DELLA DONNA NEL MONDO


La condizione della donna è sempre stata caratterizzata da una situazione di inferiorità sia sul piano sociale che giuridico e politico.


   

Discriminazione: un trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo in virtù della sua appartenenza a una particolare categoria. Sono proprio le donne a subire questo trattamento.  Soprattutto in paesi come quelli musulmani, loro sono considerate inferiori ( in famiglia, in lavoro e in società ). In molti paesi del mondo ancora oggi la donna non può non solo viaggiare all’ estero senza permesso di un parente maschio, ma addirittura  uscire di casa se non  con il permesso del padre o del marito.


Per non parlare del diritto all'istruzione.... In molte nazioni del mondo le bambine   non possono andare a scuola  a differenza dei coetanei maschi per questioni legate alla cultura ed alla tradizione, che vede la figura femminile relegata in casa, ma anche per la povertà, l'ignoranza, il pregiudizio, oltre che per i pericoli legati alle situazioni di conflitto o terrorismo o a strade ben poco sicure da percorrere.
 Ricordiamo la lotta dell’attivista pakistana, Malala, per i diritti delle donne e delle ragazze.


Le discriminazioni nei confronti dell'universo femminile hanno molteplici sfaccettature e si manifestano in molti modi. La politica del figlio unico in Cina, da poco tempo abolita, era uno di questi. siamo tanti, troppi, allora che si fa? Si chiede alle famiglie di mettere al mondo un solo figlio altrimenti si andrà incontro al pagamento di forti tasse. così per decenni le famiglie cinesi si sono trovate di fronte ad un dilemma. 


I futuri genitori facevano l’ecografia e vedevano  che era una femmina... no, meglio un figlio maschio... e chiedevano di intervenire con  l’aborto.
Altri casi  sono le donne in Africa, vittime della povertà e di violenze tribali e religiose. Donne  che vogliono un letto per proteggere la propria famiglia, donne che chiedono la garanzia di poter portare avanti una gravidanza in buone condizioni  di igiene, di poter partorire in sicurezza in strutture con dei medici, di usufruire di vaccini per i propri figli che muoiono ogni 20 secondi perché non li fanno. Grazie ad alcune associazioni la condizione di tante donne nel mondo sta migliorando, ma la strada è ancora lunga e necessita di interventi da parte di tutti. E' nostro dovere garantire questi diritti inalienabili alle donne di tutto il mondo, non possiamo far finta che queste cose non esistano e non possiamo ricordarci delle donne solo un giorno all'anno, solo l'otto Marzo.




La festa delle donne è il giorno delle celebrazione per le conquiste dei diritti sociali, politici ed economici delle donne,  le cui origini si fanno risalire al lontano 1908, quando le operaie dell’industria tessile Cotton  protestarono per le condizioni in cui lavoravano e l’8 marzo il proprietario chiuse le porte della fabbrica con loro dentro. Successivamente fu proposta questa data oggi festeggiata.



 La donna oggi è lavoratrice e cittadina, 
contribuisce in maniera rilevante al progresso della società





  Alessia Sala