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giovedì 8 novembre 2018


Frammenti di storia
Venerdi 26 Ottobre ci siamo recati a Caserta presso la Reggia per visitare la mostra fotografica nazionale “Frammenti di storia”. La mostra ripercorre la storia d’Italia attraverso le immagini della polizia scientifica. Ci siamo ritrovati dinanzi alle foto cruciali della nostra storia dal 1903 al 2018. Ad esempio ci sono le foto dell’arresto di Sandro Pertini, dell’omicidio di Giacomo Matteotti, di Falcone e Borsellino. Oltre alla collezione fotografica, molto interessante, alla mostra era presente il Forensic Fullback che è un veicolo dotato delle più moderne tecnologie e usato per le  scene del crimine più complesse. La polizia scientifica, che proprio quest’anno compie 115 anni, è fondamentale per le indagini e grazie al lavoro dei suoi numerosi esperti, costituisce un’eccellenza al servizio dei cittadini. Oltre alle tecnologie più tradizionali, gli esperti oggi sono dotati di una serie di tecnologie ultramoderne come il teatro del crimine virtuale di cui ci ha parlato un agente accanto al Forensic Fullback. La parte che mi ha colpito maggiormente è stata la visione delle foto esposte perché penso che costituiscono uno strumento importante per la nostra memoria e sarà interessante ritrovarle nel nostro libro di storia.

Russo Alessio Michele 
III D

sabato 14 aprile 2018



ASPETTANDO UNA VISITA GUIDATA DIVERSA

Per la prima volta stiamo per vivere una visita guidata diversa immersi nella natura del BOSCO DI SAN SILVESTRO .



Per chi proviene da Casagiove basta percorrere Viale della libertà, via San Leucio e successivamente via Papa Gennaro per raggiungere l’ Oasi di San Silvestro, un polmone verde per la città di Caserta, un luogo ricco di storia e vegetazione, che in linea d’ area non è lontano dal giardino inglese della Reggia e dal Real Sito di San Leucio. L’ oasi si trova all’ interno di un sito d’ importanza internazionale nel centro urbano di Caserta; questo sito è stato creato contemporaneamente alla Reggia di Caserta ma sorgeva come luogo di caccia  e di riposo per il re e la sua corte. Il Bosco di San Silvestro è un importante esempio di foresta sempreverde dove possiamo trovare specie arboree come il Caprino nero, il Castagno, l’Acero, il Ciliegio e l’ Oleandro. Inizialmente gli arbusti erano molti ma, con l’ introduzione impropria di daini, la capacità biotica del bosco è stata superata. Con grandi sforzi economici gli esperti  sono riusciti a trasferire gran parte dei daini in luoghi idonei alla loro presenza . Oggi la fauna che caratterizza l’ oasi è composta da un gran numero di specie di volatili, che variano nelle varie stagioni. Tra i più rari tipi di uccelli nidificatori che sono presenti nella foresta ci sono  l’ upupa, il cuculo, l’ usignolo e il colombaccio. Notevole è la presenza di rettili; sono presenti anche varie specie di mammiferi come  la volpe, il riccio e qualche daino introdotto negli anni ’70. I vari sentieri presenti sono:  il sentiero della natura,  del miele e dei colori. Adatto agli studenti delle scuole medie è il  percorso del Sentiero Natura. E' un itinerario agevole interattivo della durata di due ore circa, che si snoda nel bosco, passando attraverso il giardino delle felci, l'area della testuggini, lo stagno didattico, il giardino delle farfalle, le voliere, lo stagno delle tartarughe ed il museo del bosco.
Sono presenti anche itinerari panoramici e storici. Il costante rapporto di collaborazione con  il mondo accademico ha consentito a studenti universitari di svolgere più di otto tesi di laurea.

Questa visita guidata risulta diversa da molte altre perché “ecologica”. 
Ultimamente molte persone non considerano importante il rapporto con la natura e mettono al primo posto la tecnologia, dimenticando l'importanza di vivere con dei ritmi meno frenetici e riscoprire il rapporto uomo- ambiente.
Cristillo Rosalia  
Castelluzzo Gemma
I E          
                                                                    

Come arrivare: indicazioni stradali

venerdì 12 maggio 2017

Gita all’anfiteatro di S. Maria Capua Vetere

Una gita non è solo un uscita di puro divertimento, come pensano molti ragazzi, ma è come una lezione al di fuori delle mura della scuola, in un ambiente dove è possibile visitare monumenti importanti.
La nostra classe è partita verso S.Maria Capua Vetere per visitare l’anfiteatro, ma prima di parlare dell’anfiteatro dobbiamo parlare della storia di questa città: le sue origini sono etrusche fondata nell’800 a.C., poi fu conquistata dai Sanniti e poi dai Romani.
Il territorio della Capua antica partiva dalle pendici del monte Massico fino alla zona Flegrea e questa zona si chiamava Ager Campanus che poi con i Romani venne chiamato Campania Felix, il territorio più fertile in assoluto.
Una leggenda di Capua è quella di Capis, eroe leggendario che sulle pendici del monte Tifata fu allattato da una cerva bianca, l’ animale di Diana Tifatina, dea della caccia.
Con la romanizzazione Capua divenne così importante che venne chiamata Altera Roma, ovvero seconda Roma, cioè dopo la Roma dell’impero romano la seconda città più importante era la Capua antica ed era così importante perché qui sorgeva il secondo anfiteatro più grande di tutto l’impero romano dopo il Colosseo, ma solo per una decina di metri . Infatti il Colosseo misura 188x156 metri mentre l’anfiteatro di Capua misura 170X140 metri; questo anfiteatro era molto importante perché qui c’era una famosa scuola gladiatoria cioè venivano portati qui i gladiatori da tutto il mondo romano per essere addestrati: c’era il "lanista" che era come il manager dei gladiatori (dal latino "laniare" che significa macellare) e  quest’uomo partiva e cercava degli uomini forti perché si dovevano allenare per fare gli spettacoli nelle arene. Un giorno il lanista Lentulo Battiato partì per la Tracia e acquistò Spartaco che si è allenato nell’anfiteatro di S.Maria Capua Vetere ma non ha mai lottato qui ma in un' arena  più piccola a sud-ovest dell’anfiteatro.
La costruzione dell’anfiteatro risale alla fine del I° secolo d.C (97-107 d.C.); l’anfiteatro è formato da 80 arcate in travertino per piano (3 piani formati ognuno da 80 arcate, quindi in totale 240) e su ogni arcata si trovava una testa di divinità: queste teste servivano per indicare dove ci si doveva sedere nell’anfiteatro per vedere lo spettacolo; arrivava a 45 metri di altezza. In questo anfiteatro si  svolgevano gli spettacoli tutto il giorno perché era l’unica fonte di divertimento a quel tempo: al mattino si facevano spettacoli con le bestie, a mezzogiorno le crocifissioni e il pomeriggio gli spettacoli tra gladiatori.


Parisi Alessandra 

sabato 29 aprile 2017

Salerno, città nascosta tutta da scoprire


Salerno, città spesso poco conosciuta, eppure ricchissima di storia, arte, cultura. Una città da conoscere, rivalutare; una città che nasconde una bellezza infinita, una bellezza che è  come il seme di una rosa che aspetta di fiorire. Arrivati a Salerno abbiamo iniziato dei giochi, non semplici giochi ma giochi che ci hanno insegnato la storia di Salerno, l’importanza , la cultura, le tradizioni. Arrivati alla pinacoteca ci hanno spiegato l’origine del nome, l’importanza della città e la storia di Salerno. Oltre la pinacoteca abbiamo visitato il museo provinciale della città, nel quale abbiamo ritrovato  molti antichi reperti, come vasi, quadri e gioielli antichi tratti dalle tombe di donne nobili.
Stanchi e affamati ci siamo recati sul lungomare di Salerno, dove abbiamo pranzato godendoci il panorama mozzafiato dell'azzurra distesa marina e la spiaggia assolata. La colazione sul lungomare non è stata una semplice sosta, ma un' esperienza ricca di particolari, ricordi, bellezze naturali che sono rimaste indelebili negli occhi e nella mente di tutti noi. Finito il pranzo, abbiamo ripreso la strada per le vie di Salerno, visitando alcuni dei monumenti più importanti, tra i quali il Duomo, splendido per le sue decorazioni scultoree sia nella parte superiore che nella cripta sottostante, dove si trova conservato il corpo di S Marco. Camminando, abbiamo imboccato vialetti in cui abbiamo conosciuto le opere di  artisti molto noti e importanti come Alfonso Gatto e le sue poesie.
 











Autori come Italo Calvino, Alfonso Gatto e altri, sono stati presi come spunto per valorizzare i quartieri più poveri e degradati di Salerno attraverso disegni e poesie, restituendo ad essi, attraverso murales, la loro dignità. Finite le passeggiate e gli insegnamenti siamo ritornati al lungomare per aspettare i pullman e per assaggiare uno dei prodotti tipici di Salerno, la brioche con il gelato.
Se vogliamo sintetizzare questa giornata con poche parole possiamo dire che è stata semplicemente fantastica e che ci ha insegnato molto sulla storia di della nostra terra e penso che grazie a questo viaggio abbiamo conosciuto una delle più belle città della Campania e dell'Italia intera.
Carbone Cosimo
Rossi Marco