Rivista d'informazione dell'Istituto "Moro- Pascoli" Casagiove Progetto "Giornal@scuola"
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mercoledì 22 gennaio 2020
sabato 11 gennaio 2020
Open day 17 Gennaio 2020: la scuola vi aspetta!
Open day 2020 on Biteable.
La nostra scuola tra tradizione e innovazione
Il nostro Avatar parlante
Questionario online
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venerdì 10 gennaio 2020
Una canzone che parla della scuola
RITORNELLOE’…… la mia scuola è…….
Una favola da vivere ogni giorno ogni giorno
E’…….. la mia scuola è…….
Un ricordo qui per sempre nel mio cuore nel mio cuore
Quando arrivo al mattino
Per me c’è sempre un sorriso
Buon giorno scuola buongiorno amici
Si studia insieme tutti felici
RITORNELLO
Qui lo sai diventerò grande
Giorno per giorno più importante
Quante cose da raccontare
Quante cose da imparare
RITORNELLO
Dammi prof la serenità
Sicuro e più forte diventerò
Tu dimmi prof le cose che sai
Imparerò tutto con gioia vedrai
RITORNELLO
Questa canzone è nata da un’idea della professoressa di musica Rossetti, che guida il coro della scuola. L’anno scorso quest’attività non c’era; adesso partecipano tanti alunni di tutte le classi prime e seconde della scuola secondaria.
Ci incontriamo nell’ora di musica, al mattino, e facciamo le prove per poter presentare delle canzoni che parlano della scuola all’Open Day. Abbiamo già cantato in varie occasioni: gli alunni di prima hanno cantato in occasione della giornata dei diritti dell'infazia, invece noi di seconda abbiamo partecipato il 3 dicembre alla Giornata della diversabilità con la canzone " Ho imparato a sognare".
Oggi vi voglio parlare della canzone che stiamo preparando per presentare la nostra scuola ai nostri compagni più piccoli, i bambini di quinta che l'anno prossimo frequenteranno la prima media.
Leggendo le parole del ritornello, il messaggio che essa ci comunica è che la nostra scuola è "una favola da vivere" e diventerà un ricordo che rimarrà per sempre nei nostri cuori. Ci racconta come diventiamo grandi e impariamo tante cose; il tempo passerà ma non dobbiamo mai scordare le cose che abbiamo vissuto qui insieme ai nostri compagni.
La seconda parte ci descrive il rapporto tra gli alunni e gli insegnanti. E' molto importante creare un rapporto sereno e un clima positivo per stare bene insieme e trascorrere del tempo in modo costruttivo. La prima cosa che i professori ci devono insegnare è di diventare più forti, più sicuri in noi stessi. Abbiamo tante cose da imparare dai nostri insegnanti , cose che ci serviranno per tutta la vita e quando si insegna con passione anche gli alunni imparano con gioia.
Ivanna Oleksiuk 2 C
Ivanna Oleksiuk 2 C
giovedì 9 gennaio 2020
Attività di pregrafismo
realizzata dai bambini di 5 anni della Scuola dell'Infanzia
Plesso "G.Rodari"- sez. D
Clicca per vedere la presentazione online
mercoledì 18 dicembre 2019
venerdì 13 dicembre 2019
Festa della solidarietà 2019
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| Gli alunni dell'I.C. "Moro -Pascoli" incontrano il Questore di Caserta Antonio Borrelli |
Le nostre domande:
1 Sono un ragazzo di 13 anni e frequento la terza media. Come tutti i miei amici mi
interrogo sul mio futuro e ho tanti sogni nel cassetto che vorrei realizzare.
Io ad esempio vorrei diventare un chirurgo e mi impegno tanto per
raggiungere il mio obiettivo, anche se so che non sarà facile. E lei, che oggi
è un questore, ci può dire se questo era
il suo sogno da ragazzo o è subentrato successivamente? C’è stato un episodio,
un avvenimento che l’ha spinta ad intraprendere questo lavoro?
Ragazzi, io voglio dirvi una cosa, sognate ed impegnatevi per realizzare i vostri sogni. Sì, da ragazzo il mio sogno era proprio questo e ci sono riuscito. Nella mia famiglia non c'erano persone che già lavoravano in quest'ambiente, nelle Forze dell'Ordine. Io ero il secondo figlio in una famiglia semplice e numerosa. Sono io il primo ad aver intrapreso questa carriera. Perciò vi dico che i sogni si avverano e che tutto è possibile. Basta crederci.
Sicuramente
la sua giornata lavorativa sarà molto lunga e pesante; il suo lavoro, oltre ad
essere molto impegnativo e pieno di responsabilità, la porta a dover affrontare
tanti problemi di ogni tipo per combattere la criminalità e garantire la
legalità. Le capiterà di pensare alla sua famiglia, ai suoi cari che
l’aspettano a casa o che stanno in ansia per lei. Come affronta questi
pensieri?
Sapete in che modo combatto questi pensieri? Pensando che siamo tutti un'unica grande famiglia, voi siete la mia famiglia, siamo una comunità e ciascuno ha dei doveri. Il senso del dovere dona grande entusiasmo e voglia di fare, lo sanno bene le vostre insegnanti che ci si sente ripagati di tanti sacrifici.
Dalle
indagini statistiche del 2019 sulla criminalità nelle città italiane emerge la
posizione di Caserta come città a rischio per molti reati: omicidi e tentati
omicidi, furti ( in particolare di automobili), rapine, estorsioni e usura,
associazioni per delinquere di tipo mafioso, riciclaggio di denaro. Questi dati
sono collegati all’antica tendenza a non denunciare, a essere omertosi. Cosa si
può fare per cambiare mentalità e trasformare la nostra provincia in un
territorio più sereno e vivibile?
Vi dico solo una parola: denunciate. Se vedete qualcosa che non va, non abbiate paura, parlate; è il solo modo per risolvere i problemi.
Durante la
sua carriera si è occupato di tanti problemi: dall’emergenza rifiuti alla
criminalità organizzata, agli sbarchi degli immigrati. In una sua intervista
lei ha detto che “ il fenomeno dell'immigrazione va affrontato col cuore” e che
“ non sai di cosa parli finché non assisti ad uno sbarco”. Ci può raccontare
questa sua esperienza e le emozioni che ha provato?
Vero, mi è capitato di dire che bisogna usare il cuore soprattutto per affrontare problemi così delicati come quello dell'immigrazione. L'accoglienza è un dovere e noi non dobbiamo mai dimenticare il valore dell'accoglienza. Solo chi vede la sofferenza negli occhi di chi ha affrontato un viaggio pericoloso e ha sofferto prima di arrivare qui in Italia può capire la loro condizione. Non bisogna confondere l'accoglienza con l'illegalità. Le leggi esistono e vanno rispettate, questo è indubbio, ma ciò non mette in discussione l'importanza di accogliere l'altro.
lunedì 2 dicembre 2019
Carissimo Giacomo Mazzariol,
ti ho scritto questa lettera per il semplice motivo che ti ho scoperto durante le lezioni del mio nuovo anno scolastico. Sì, lo so, potrebbe sembrare strano ma è esattamente così, perché la prof di italiano ci disse che quest’ anno avremmo letto dei libri. Circa 2 mesi dopo siamo andati in una sala con la Lim, che sarebbe una lavagna interattiva, e abbiamo visto la copertina del tuo libro ‘’ Mio fratello rincorre i dinosauri”.
Io all’ inizio non ero poi così interessato quando la prof si mise a spiegare, ma appena alzai lo sguardo vidi questa copertina per la prima volta: era tutta verde, con il tuo nome e il titolo, e un bambino che cercava di prendere una mela. Poi arrivò il momento che vidi la frase ‘’Un cromosoma in più”. Quella frase mi fece riflettere molto sul contenuto del libro. Successivamente, una settimana dopo, visto che mi eccitai tanto dalla copertina (sì, lo so che non si giudica un libro dalla copertina) però non potevo aspettare, quindi lo comprai da Amazon ‘’shop online ‘’ e mi arrivò il giorno dopo a casa. Appena tornai da scuola alle 2:20 circa, iniziai a leggerlo e rileggerlo. Leggendo c’è stata una frase che mi ha stupito che sarebbe l'episodio in cui trovasti un libro e vedesti la foto di un bambino molto simile a Giovanni, se non lui, cercando spiegazioni del perché non ti avessero spiegato perché Giovanni era molto diverso.
Una volta averti detto tutto del perché sto leggendo ancora questo libro, secondo me é arrivato il momento di farti una domanda: perché hai scritto questo libro cioè intendo perché hai deciso di rendere pubblica questa cosa del tuo rapporto con Giovanni?
Quindi chiudendo il discorso libro, spero tantissimo che tu mi risponda, sempre se questa lettera sarà mai mandata, di questo non ne sono sicuro, ma sappi che se non la mando con la scuola la mando da solo. Tanti saluti a te e a Giovanni .
Carlos Capuano
II D
1 Ti presenti e descrivi la tua esperienza di
vita e al Summit;
2 Esponi
problemi emersi;
3 Suggerisci soluzioni . Concludi con
un ultimo appello
Johannesburg 8 Novembre 2019
Egregi
signori membri
del
Summit internazionale,
Sono
una ragazzina di 15 anni e mi chiamo Innocentia. Io vivo nella città di Soweto
a Johannesburg. Nel quartiere dove vivo non ci sono alberi ma solo tante ceneri
di polveri. Io non sono mai uscita dalla mia casa, ma so che fuori da qui ci sono altri posti del
mondo, alcuni anche migliori del mio.
Io partecipo al Summit, un’associazione
che fa riunire alcuni ragazzi come me e con i miei stessi problemi. Al Summit
ho conosciuto tanti ragazzi: Melissa, che abita a Londra, una città bellissima
ma piena di smog; Lungile che ha il papà camionista e con lui ha viaggiato e ha
visto che la gente di campagna era gialla perché beveva acqua sporca. Insieme al Summit
riflettiamo su alcuni problemi che affrontate anche voi nelle vostre riunioni.
Le più importanti sono la lotta contro l’ignoranza, la lotta contro
l’inquinamento per assicurare a tutti acqua pulita e cibo, e che gli alberi
diventino di più.
Anche se sono solo una ragazzina vorrei darvi dei
consigli: non litigate fra voi per
decidere dei cambiamenti e che questi siano concreti e non astratti poiché noi
il cambiamento non lo vediamo. Gli adulti del nostro quartiere si sono dati da
fare per ripulirlo e adesso viviamo in un ambiente migliore.
Spero
che queste parole vi siano servite per riflettere.
Cordiali
saluti
Innocentia
Federica Tripaldella I D
sabato 30 novembre 2019
Alla scoperta del mio paese
"Questa esperienza mi è servita ad ampliare il mio bagaglio culturale, ma soprattutto mi ha fatto capire che è fondamentale conoscere la nostra storia per riuscire a progettare il nostro futuro. Non ringrazierò mai abbastanza la professoressa Gravante per la voglia, l'impegno e il tempo che ha utilizzato per noi. Ringrazio profondamente anche la professoressa Iovanella per averci aiutati e per averci sorvegliati. Grazie a questo progetto ho ancora più a cuore il nostro paese e ho ancora più voglia di collaborare per migliorarlo. " Giovanna Mauro
"Questo PON mi è servito per imparare nuove cose del mio paese. Ringrazio le professoresse Gravante e Iovanella per averci condotto in questo bellissimo viaggio."
Ferrari Myriam
"Questo PON mi è piaciuto tanto, ho conosciuto una delle mie migliori amiche, insomma mi sono divertita tantissimo. Grazie a questo PON mi sono affezionata ancora di più al mio paese. " Maria Rossi
"Questo PON mi è servito a scoprire il mio paese, a valorizzarlo. Ho scoperto la storia delle persone che hanno popolato il nostro territorio, ma soprattutto ho conosciuto nuovi compagni ed ho vissuto un'esperienza con due professoresse che ci hanno aiutato in attività creative e culturali. Sono molto felice di aver aperto questo bagaglio "Alla scoperta del mio paese" e dopo questo grande viaggio ho compreso, ho scoperto tante cose sulla mia città." Nancy Zebro
Siamo venute per vedere cosa hanno fatto in questo progetto che sicuramente sarà magnifico e auguriamo buona fortuna ai nostri compagni, soprattutto alle nostre migliori amiche Asia ed Erika. Vi vogliamo bene.
Da Imma Infuso e Maila De Simone
Credo che vivere in arte sia vitale per tutti. Grazie per l'evento.
F.M.G
Esperienmza bellissima e proficua. W i nostri monimenti. Complimenti per l'impegno profuso da parte dei docenti e degli alunni del PON coinvolti.
A.C.
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