venerdì 18 maggio 2018


Elogio della lentezza

Molte persone vivono una vita frenetica con molto stress, senza avere neanche il tempo di  stare tranquilli.  Trascorrono la loro giornata occupate in molteplici attività  quotidiane, come andare al corso di inglese oppure praticare tennis oppure molti altri sport. Quindi, si è  ogni minuto della nostra giornata pieni di impegni, si corre, affannandoci tra una cosa e l'altra, perdendo di vista quanto è importante prendersi cura si se stessi. Bisognerebbe prendere le cose con più leggerezza. Molte attività possono essere stressanti, ma se nella nostra giornata dedichiamo almeno un’ora a noi stessi, possiamo fare tutto ciò che ci piace e che ci fa star bene, come,magari, a volte fare  una passeggiata o andare in bicicletta o semplicemente dedicarci ad una nostra passione.

La nostra prof. ci ha accennato anche ad un libro che hanno scritto su questo argomento: "Il diario di una bambina troppo occupata". Questo libro parla di Martina, che ha undici anni, ed è una bambina superimpegnata. Nel suo diario annota ogni giorno meticolosamente le sue esperienze scolastiche ed extrascolastiche: corsi di pianoforte, di inglese, di danza, di nuoto. quotidiane torture cui la sottopongono i genitori e di cui lei farebbe volentieri a meno. Un giorno Però, un giorno, improvvisamente, il corpo di Martina si riempie di puntini rossi. La diagnosi è sorprendente: non si tratta di allergia, ma di malattia da stress. Da quel momento, seguendo le prescrizioni mediche, Martina potrà finalmente giocare, libera dai suoi numerosi impegni. Non solo, ma non sentirà piú neppure il bisogno di scrivere il diario: troverà, infatti, nella gestione autonoma del proprio tempo e nella riconquistata libertà un autentico e soddisfacente rapporto con gli altri e con se stessa.

questo ci fa capire che il problema non è solo degli adulti, ma riguarda tutte le fasce di età, anche i giovanissimi e può diventare un problema, perché lo stress provoca danni alla nostra salute, anche se pensiamo che sia tutto sotto controllo. 

A questo punto si può dire solo una cosa: impariamo a vivere con dei ritmi più lenti, come dice appunto il titolo, e con meno stress possibile.

Vivere con  lentezza significa prendersi cura di sé.

Rebecca Giaquinto
Raffaella Marino
2^D


IL DONO DELL’ OSPITALITA’ PER I GRECI

Nell’ Odissea

Nell’ Odissea, poema epico della tradizione greca che narra le avventure di Ulisse (dal greco Odisseo, da cui prende il nome il poema), nel canto in cui si parla dell’ incontro tra Polifemo e Ulisse vi è nominato un dono che, quando Ulisse entra nella grotta di Polifemo vuole ricevere dal Ciclope, il “dono degli ospiti”. A questo punto quando torna il gigante dopo aver acceso il fuoco gli chiede : “O stranieri, chi siete? E da dove navigate per le vie del mare? Siete forse mercanti? Oppure navigate alla ventura rischiando la vita come pirati?”. Disse così Polifemo e Ulisse gli rispose che erano soldati di Agamennone in ritorno dalla guerra di Troia e che volevano ricevere i doni degli ospiti, che spettano a tutti gli ospiti per volere di Zeus e di tutti gli altri dei. Polifemo dice di non teme gli dei e che i Ciclopi sono molto più potenti di loro. A questo punto Polifemo chiede ad Ulisse dove aveva ancorato la sua nave e Ulisse capendo le sue intenzioni disse che la nave era stata distrutta da Poseidone dio del mare.

Valore dell’ ospitalità per i Greci

Nell'Odissea, poema di viaggi, l'eroe protagonista si trova più volte nella condizione dello straniero che chiede ospitalità: qui c’è un comportamento diverso di ogni personaggio. L'ospitalità offerta dai Feaci è un segno della loro civiltà, poiché è indice di un comportamento rispettoso verso gli dèi e verso gli uomini.
La xenia (ospitalità in greco antico) era un'azione "sacra" per i Greci e consisteva nel rispetto reciproco tra ospitante e ospite, e nel cercar di soddisfare al meglio il proprio ospite (cibarlo, lavarlo e dargli vestiti puliti) e, dopo un banchetto in suo onore, nel momento del "commiato" si dava un regalo all'ospite. 


Questo perchè i Greci credevano che in un qualsiasi ospite, sia che fosse ricco e sia che fosse un mendicante, si potesse "nascondere" un dio travestito appunto da uomo e che avrebbe "testato" l'ospitalità del padrone di casa. Nel caso fosse stato trattato male, gli dei si sarebbero accaniti contro quella famiglia, quindi ecco perché la xenia era considerata alla stregua di un rituale religioso e ogni buon greco avrebbe dovuto rispettarla. 


La cultura europea è figlia di quella greca

La cultura greca ci ha trasmesso molti valori, tra cui appunto quello dell’ accoglienza:  la nostra cultura si può definire “figlia” di quella greca perché abbiamo ereditato   la democrazia, in quanto i greci sono stati i primi a sperimentarla, il colonialismo, greci erano grandi colonizzatori,  l'economia, (i greci sono stati i primi a creare colonie nel Mediterraneo), lo studio della storia; infatti i cosiddetti "padri della storia'' cioè i primi storici erano proprio due greci: Erodoto di Alicarnasso e Tucidide di Atene. Dobbiamo ai Greci lo sviluppo di altre discipline: musica, matematica, astronomia, fisica, filosofia...basta pensare ad Aristotele, Archimede, Socrate, Platone… e anche molti pensieri ed idee.


Il valore degli ospiti anche stranieri per noi oggi


Molti di noi oggi non accettano gli stranieri, non sono ospitali, non seguono le orme della cultura greca. Se non conoscono qualcuno pensano che sia un pericolo, qualcosa da evitare; per esempio molti italiani pensano che gli stranieri gli rubino il lavoro, che non paghino le tasse, che rubino…; il razzismo lo dimostra. Invece dovremmo accettare e comprendere gli altri, bisognerebbe abbattere i pregiudizi.

Karol Orlando 
1F


Che stress gli INGOMBRANTI


Quando dobbiamo gettar via un letto rotto,  un armadio ormai vecchio, un divano distrutto, dove dobbiamo buttarlo? Di sicuro non possiamo prendere una busta gigante per mettercelo dentro e depositarlo all’angolo della strada oppure caricarlo sulla macchina e portarlo in un posto dove può causare disagi. Bisogna seguire una procedura giusta.

Ma cosa sono gli ingombranti?
In genere sono rifiuti domestici, provenienti da locali e abitazioni:tavoli, mobili, sedie, letti e materassi .Se non volete crearvi problemi chiamate il numero verde 800 91 27 78. L’operatore stabilisce il giorno del prelievo e vi darà un codice che viene posizionato sull’ ingombrante.
La raccolta differenziata è un gioco da ragazzi!

Silvia Carfora
Pierpaolo Palmiero
IG

Questionario Bullismo- Cyberbullismo


sabato 12 maggio 2018


INSEGNANTI E ALUNNI



Pensando al lavoro dell’insegnante, spesso si pensa che si basi solo sulle competenze didattiche e la preparazione culturale. Ma l’insegnante ha anche un ruolo educativo verso lo studente, oltre ad assumersi una grande  responsabilità nella sua formazione. Visto che l’alunno trascorre la maggior parte della sua giornata a scuola (tra ore di lezione, attività extrascolastiche e progetti vari) c’è bisogno di avere un buon rapporto con l’insegnante. Il comportamento di quest’ultimo deve essere  bilanciato, cioè severo quando è il momento ma anche coinvolgente nella propria materia. 
Nell’ ultimo periodo i  rapporti fra i due ruoli sembrano essersi deteriorati e gli insegnanti lamentano spesso la mancanza di rispetto delle persone e delle regole socialmente condivise da parte degli alunni. 
Dai social o anche dalla Tv , è sempre più frequente la visione di comportamenti poco corretti da parte degli studenti, dove sono proprio gli insegnanti ad essere le vittime. Per esempio è successo ultimamente l'episodio di una minaccia di morte ad un professore da parte di uno studente che aveva avuto un brutto voto, o il caso dell'insegnante del Casertano che è stata ferita da un alunno dopo un'interrogazione andata male. Spesso, poi, questi episodi, filmati, vengono immessi nella rete e diventano virali, diffondendosi velocemente, contribuendo a comunicare un messaggio sbagliato, quello che è lecito, si può fare, si diventa anche popolari...
Dobbiamo fare presenti anche gli aspetti positivi del rapporto tra insegnanti e studenti.
Come abbiamo fatto riferimento prima, dato che gli alunni passano molto tempo con i professori, molto spesso si instaurano rapporti armoniosi  e ci si affeziona, in modo di creare una grande amicizia al punto tale da diventare per noi studenti un punto di riferimento nelle scelte della vita e del nostro futuro.
E’  sempre bello vedere un alunno che considera come un terzo genitore il proprio insegnante.  
Per concludere desideriamo che in futuro la scuola ed il rapporto insegnanti-alunni sia migliore di quello che è attualmente, per fare in modo di vivere in una società migliore.                           

Scialla Claudia
d’Angelo Martina 
II D

C’è chi

Wislawa Szymborska
Premio Nobel per la letteratura 1996

C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
E’ tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.
E’ lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.
Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.
Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.
E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.
A volte un po’ lo invidio
-per fortuna mi passa.
Avere una vita perfetta. Spesso è quello che desidera molta gente. Ma cosa c'è di bello ad avere tutto sotto controllo? A volte sono proprio gli imprevisti della vita a renderla bella, anche gli imprevisti brutti, la cose che proprio non ci aspettiamo possono avere risvolti positivi, riservare a noi un cambiamento.
Questi momenti ci fanno capire quanto sia bella la vita e quanto siamo fortunati ad essere vivi. Quando la vita è programmata  spesso è noiosa e monotona. Non  è meglio, a volte, rompere gli schemi? Ci potremmo sentire schiavi, soffocati da quel programma prestabilito che non può essere cambiato. A volte vorremmo avere una vita perfetta per evitare di fare errori che potrebbero ferirci o di ripetere quelli che abbiamo già fatto, ma è grazie a questi errori che siamo quelli che siamo oggi.
Sarà pure perfetta, quella vita, ma non risulta un po' vuota, scialba, priva di emozioni? Sono proprio le emozioni che rendono ricca la nostra vita interiore. Perché rinunciare ad esse?
Ricordo una frase di P. Coelho " Le barche sono sicure nel porto, ma non è per questo che sono state costruite". Noi siamo un po' come quelle barche.  E' per questo che sono contenta di avere una vita imperfetta.
Del Greco Giulia
III G 

A PROVA DI PRIVACY

Il termine "privacy" reso in italiano anche con riservatezza  indica il diritto alla riservatezza della vita privata di una persona sui  social, in un account… 
Quando sei sui social o in generale online devi stare attento/a a non dare anche per sbaglio:
il tuo numero di telefono;
il tuo indirizzo;
la tua password;
 O a pubblicare:
foto personali,intime;
 Perché potresti andare a cacciarti di guai, molto spesso gravi come ricevere atti di bullismo e cyberbullismo.

CONSIGLI PER GESTIRE LA PRIVACY PERSONALI

datti delle regole: prima di pubblicare qualsiasi cosa sui social chiedi l’autorizzazione ai tuoi genitori;
Se ci sono altre persone  in una foto che vorresti  pubblicare, chiedigli il permesso; 
Scarica dalle app adatte alla tua età.

Silvia Carfora IG
Rosalia Cristillo IE

Comunicazione "non ostile"


La comunicazione è la conversazione verbale o non verbale che avviene tra un emittente ( colui che manda il messaggio) e il destinatario ( chi riceve ) . La  vera comunicazione avviene quando il messaggio viene decodificato dal destinatario  e  si possono utilizzare molti codici, anche se quello più usato è il linguaggio verbale.
Vivere senza comunicazione sarebbe impossibile perché si   continua a comunicare in ogni momento, anche quando pensiamo che siamo convinti che non stiamo comunicando niente.  Anche attraverso il silenzio è possibile comunicare  perché si comunica con le espressioni del viso, con i cesti e la posizione del corpo...
Le parole sono importanti perché possono unire le persone superando  differenza di cultura o lingua., ma possono esprimere anche messaggi negativi, come rifiuto, pregiudizio, odio. Il destinatario potrebbe rimanere ferito da critiche causate dall’ intolleranza, come accade sempre più spesso nei social, dove molte persone tendono ad inviare messaggi con parole ostili . Per aiutare le persone a combattere queste ingiustizie c’ è  il manifesto delle parole non ostili.
Che cos' è il Manifesto?
Il "Manifesto della comunicazione non ostile" è un impegno di responsabilità condivisa per creare una Rete rispettosa e civile, che ci rappresenti e che ci faccia sentire in un luogo sicuro. Scritto e votato da una community di oltre 300 comunicatori, blogger e influencer, è una carta con 10 principi utili a ridefinire lo stile con cui stare in Rete.

Analizziamone alcuni punti:
Punto 2: È molto difficile non trasmettere attraverso messaggi quello che si vuole  esprimere perché ogni parola rappresenta delle caratteristiche dell’ emittente  come : l’ aggressività o la dolcezza . E quindi mandando un messaggio aggressivo esprimiamo le nostre emozioni del momento, il nostro modo di essere. 
Punto 4: Prima di parlare bisogna ascoltare le opinioni altrui, perché non sempre le nostre sono quelle giuste  e ciò ci aiuta anche a relazionarci con gli altri. Saper ascoltare è molto importante per imparare che esistono tanti punti di vista diversi e tutti vanno rispettati, anche quando non condividiamo le stesse idee.
Punto 7:  Prima di pubblicare  online messaggi altrui bisogna averli compresi e aver valutato se contengono  contenuti non appropriati e informazioni personali. Se, per  esempio, in futuro ci pentiamo di aver  pubblicato una nostra immagine e la cancelliamo, non possiamo essere sicuri di averla cancellata definitivamente perché può sempre essere in mano a persone che l’ hanno salvata e quindi potrebbe essere ripubblicata a piacimento da altri. 
Castelluzzo Gemma 1E





 A lezione di rispetto


Sono tanti i casi che ascoltiamo alla tv, attraverso internet e i giornali riguardo la violenza sulle donne; oggi come oggi ascoltiamo di tutto, di fratelli che picchiano le sorelle, di figli che picchiano le proprie madri o maggiormente di mariti che picchiano violentemente le proprie donne.
Secondo molte mentalità maschili le donne non sono che un giocattolo sessuale, inferiore rispetto a loro,  da maltrattare sia fisicamente che mentalmente, da disprezzare, e da sottomettere a loro scelta, trattandole come serve, come bambole e come un qualcosa che non provi sentimenti ed emozioni esattamente come le provano loro. Di certo non si sa come far cambiare questo pensiero negativo agli uomini verso le donne, ma almeno IO DA UOMO posso dirti che non tutta la mentalità maschile la pensa come vi ho potuto spiegare fin ora.

Il mio pensiero verso le donne

Credo, o meglio, sono sicuro che, le donne non vadano disprezzate o maltrattate, anzi, le donne vanno amate, amate, amate come la prima cotta che si è presa da bambini, amate come da bambini che non si può fare altro che pensare di regalargli la felicità. La donna in sé è un dono, proprio come noi uomini. In fondo come si fa picchiare la figura che ci ha messi al mondo? La donna è un fiore che va cresciuto con l’amore, la donna è quell' oggetto di valore che va tenuto stretto, la donna è quella persona che va amata per sempre, ogni secondo, ogni minuto, giorno per giorno, settimane per settimane, mesi per mesi,  anni per anni.

Alla donna  va regalata ogni nostra  vittoria, la donna merita di sentirsi sicura al nostro fianco.

Se si ama una donna, si ama se stessi.

Domenico Roviello 
III F



LA GIORNATA MONDIALE

DELL’IGIENE DELLE MANI


La data 5 maggio è stata scelta per ricordare i 5 momenti fondamentali per l’igiene delle mani nelle attività sanitarie e assistenziali, oltre che nella nostra vita quotidiana. Molti ospedali hanno preso parte alla Giornata, con iniziative rivolte non solo agli addetti ai lavori ma anche ai cittadini. Allestiscono info point  dove medici e infermieri spiegano l’importanza di un adeguato lavaggio delle mani. Grazie all’utilizzo di box pedagogici a raggi ultravioletti, che rilevano il livello di contaminazione delle mani, infatti, è possibile controllare se la detersione sia avvenuta correttamente, verificandone in tempo reale l’efficacia. 
Lavarsi le mani è un gesto molto semplice, basta solo mettere le mani sotto l’acqua con un po’ di sapone, sfregarsi le mani ed il gioco è fatto. Questa azione sembra inutile e superficiale ma in realtà è un gesto importantissimo, perché se si lavano correttamente le mani si possono evitare le infezioni causate dai batteri e prevenire malattie contagiose. Ogni giorno noi entriamo in contatto con germi e batteri  toccando oggetti e persone.  In molti paesi dove il tasso di mortalità è molto alto, le persone non hanno la possibilità di lavarsi le mani,  per questo penso che sia necessario intervenire perché lavarsi le mani con acqua e sapone è uno dei mezzi di prevenzione più efficaci per contrastare la diffusione della diarrea , dei disturbi gastrointestinali e delle malattie respiratorie acute, responsabili della maggior parte dei decessi tra i bambini sotto i 5 anni.

ALCUNE REGOLE FONDAMENTALI PER LAVARSI BENE LE MANI
1.Utilizziamo sempre il sapone, preferendolo liquido e usiamo acqua corrente,  preferibilmente calda
2. Applichiamo il sapone su entrambi i palmi delle mani e poi strofiniamo bene per almeno 40-60 secondi il dorso, tra le dita e nello spazio al di sotto delle unghie perché qui i germi si annidano più facilmente. Ai bambini piccoli possiamo insegnare a lavarsi le mani facendo cantare una canzoncina/filastrocca che duri circa un minuto
3. Risciacquiamo le mani abbondantemente. 
4. E' preferibile asciugare le mani con carta usa e getta o con un dispositivo ad aria calda oppure con un asciugamano pulito, strettamente personale
5. nei luoghi pubblici, ricordiamoci di non toccare rubinetti o maniglie con le mani appena lavate: se dobbiamo farlo usiamo una salvietta di carta che poi getteremo nella spazzatura.



Arena Marco
Amorese Marco
Palmiero Pierpaolo
IG