domenica 27 maggio 2018

SONDAGGIO SUL BULLISMO


Al corso di “Giornale a scuola” abbiamo deciso di realizzare un sondaggio online interamente anonimo, in modo che ogni studente si potesse sentire libero di rispondere senza la paura di essere giudicato,per affrontare la tematica del bullismo e cyber-bullismo. Dai dati ottenuti nelle prime due domande abbiamo la percentuale maggiore(53.3%) di persone che affermano di conoscere molto sull’argomento del bullismo e cyber-bullismo  anche se ci sono minoranze che affermano di saperne meno, soprattutto per quel che riguarda il cyber-bullismo. Fortunatamente nella domanda successiva  il 70% ha risposto di non essere mai stato vittima di bullismo, ma il 16.7% afferma di esserlo stato e questo ci fa capire che spesso chi è vittima di bullismo difficilmente lo denuncia, pensando di peggiorare la situazione o di incorrere in problemi peggiori. Ciò significa che spesso il fenomeno del bullismo rimane nascosto, mentre sarebbe necessario parlarne per risolvere veramente le cose.
Un dato molto positivo lo troviamo alla domanda successiva: se l'intervistato ha mai avuto comportamenti da bullo. In questo caso, infatti,  il 100% dei ragazzi afferma di non essere mai stato un bullo  o un cyber-bullo. Dai dati ottenuti nella successiva domanda si afferma che le scene di questi atti di violenza siano state viste poche volte e alcuni ragazzi hanno anche raccontato le loro esperienze:
C’è chi lo ha vissuto sulla propria pelle, e chi ha assistito a scene abbastanza gravi ”Ho assistito ad atti di violenza fisica, non molto gravi, eppure, qualche volta è finita male. Io stesso ho visto con i miei occhi la paura di andare in determinati posti per alcune persone. Adesso va tutto bene, ma ci sono ancora tanti atti di bullismo, e anche cyberbullismo, pur se ridotto al social whatsapp, in cui spesso vengono mandate e dette cose non belle”.
Il 53.3% dei ragazzi afferma di aver sentito parlare di questa problematica soprattutto a scuola, il che è un dato necessario perché è molto importante parlarne soprattutto agli adolescenti. Nella domanda “Cosa faresti per far capire al bullo che sta sbagliando"ci sono state molte risposte di una grande importanza:
” Gli direi di mettersi nei panni della vittima e di pensare come sarebbe se facessero le stesse cose a lui.” ”Gli direi che non c'è bisogno di fare tutto questo perché tutti quanti siamo persone e abbiamo il diritto di vivere”. Gli direi che non è giusto nei confronti delle persone più deboli e come non vuole lui che gli sia fatto del male, fisicamente o psicologicamente, nemmeno la sua vittima lo vuole”.
Gli alunni credono che queste siano due problematiche molto importanti da dover affrontare: “Penso che siano gravi problemi che affrontiamo tutti i giorni chi da una parte chi dall'altra. Penso che sia solo una forma di autodifesa del bullo che non si sente abbastanza forte e deve farlo capire prendendo in giro persone messe peggio di lui”.
Il 16.7% ha detto di aver assistito a episodi di cyber-bullismo, il 90% afferma di non essere mai stato dalla parte del bullo ma fortunatamente il 46.7 % dice di essere stato dalla parte della vittima.
Anche in un'altra  domanda si è affermato un dato molto importante: circa il 36.7% afferma di non aver mai accettato richieste di amicizia da sconosciuti ma c’è una minoranza che dice di averlo fatto. Come ultima domanda il 76.7 % dice che non ha mai conosciuto persone che si fingevano suoi coetanei, ma  il 23.4 % li ha conosciuti anche se gran parte ha chiuso i rapporti con queste persone. Su questi dati la nostra ultima riflessione: siamo veramente consapevoli di tutti i rischi della rete e sappiamo gestire la nostra vita online? Forse, dai dati in nostro possesso, seppur rappresentino una piccola percentuale di ragazzi, non tutti lo sanno, quindi è necessario parlarne di più per evitare situazioni spiacevoli e problemi sempre più gravi.

Scialla Claudia 2D